Lo Stretto non si riaccende con un interruttore: mine, assicurazioni, navi e impianti hanno ciascuno il proprio calendario. Questi sono i numeri della riapertura.
Aggiornato al 12 giugno 2026Tocca ogni orologio per i dettagli. La barra indica quanto è lungo il calendario di ciascun passaggio.
Oltre 20 mine stimate, alcune posate a distanza con guida GPS. Corridoi scortati possibili in 2-3 settimane se le operazioni non vengono attaccate; la bonifica completa, secondo un briefing del Pentagono al Congresso, può richiedere fino a 6 mesi. Dopo la guerra del Golfo del 1991 servirono oltre due anni.
Furono i premi assicurativi a chiudere lo Stretto prima delle mine: +60 volte in 48 ore. Oggi il premio rischio guerra è ancora 8 volte il livello pre-bellico. Scenderà solo con transiti prolungati senza incidenti — i riassicuratori parlano di «repricing strutturale permanente».
Oltre 150 petroliere ferme fuori dallo Stretto, una quarantina intrappolate dentro, equipaggi da ricomporre e contratti da riscrivere. Anche con riapertura immediata, per Lloyd's List il mercato non torna regolare prima di settembre. Gli armatori più ottimisti prevedono un rientro rapido appena calano gli indici di rischio.
I pozzi fermati in modo ordinato ripartono in giorni o settimane; i danni alle infrastrutture no. I treni 4 e 6 di Ras Laffan, distrutti a marzo, tolgono dal mercato il 17% dell'export GNL del Qatar per 3-5 anni: le turbine di ricambio hanno tempi di consegna di 2-4 anni. È l'unico orologio che arriva al prossimo decennio.